Il tema

L’obiettivo che il progetto si è proposto è stato di quello di costituire una comunità di ricerca per analizzare il problema dell’emergenza d’acqua, se possibile con particolare riferimento al proprio territorio, individuando possibili cause e strategie di intervento anche mediante il ricorso alla tecnologia.

Il percorso

Fasi di lavoro
Il progetto si è svolto secondo le seguenti fasi di lavoro:

  1. Presentazione del progetto a tutte le scuole della rete SeT ( 29 settembre 2003)
  2. Prima parte: formazione della comunità degli insegnanti  (da novembre 2003)
    • Formazione all’ambiente tecnologico  (1 incontro di 3 ore)
    • Progettazione congiunta del percorso con fase on line (2 incontri di 3 ore ciascuno = 6 ore)
    • Monitoraggio (1 incontro di 3 ore)
    • Valutazione conclusiva (1 incontro di 3 ore)

  3. Seconda parte: attività con le classi  (da dicembre a maggio 2004)
    • studio del problema “emergenza acqua” con particolare riferimento al proprio territorio: formulare ipotesi sulle possibili cause 
    • raccolta dati a supporto della proprie ipotesi  e revisione della stessa sulla base dei dati
    • autopresentazione on line degli studenti
    • inserimento nel forum delle ipotesi sulle possibili cause  e confronto on line
    • formulazione di possibili strategie di intervento
    • pubblicazione nel forum di un report finale del lavoro
    • sistematizzazione delle conoscenze e  verifiche  finali all’interno delle classi
  4. Incontro conclusivo di socializzazione  tra tutti gli insegnanti   partecipanti al progetto SeT  (previsto per settembre 2004)

 L’ambiente on-line

Le classi della rete hanno comunicato e interagito nell’ambiente on line http://www.edulab.it/mcprogettoset/index.htm. E’ possibile leggere i loro scambi entrando come ospiti. Per entrare digitare “guest” e cliccare su “invia”; poi selezionare uno dei gruppi virtuali (aula studenti A, B o C) ed aprire i tools (webforum, documenti, attori...) dal menù in alto.

I risultati

Alla fine del percorso sono stati proposti dei  questionari  per la verifica del progetto agli insegnanti e agli studenti.
Il questionario degli insegnanti  prevedeva 15  items con affermazioni positive su aspetti del progetto  su cui i partecipanti dovevano esprimere il proprio grado di accordo mediante  una scala Likert da 1= per niente d’accordo, a 5= completamente d’accordo
Gli items sono raggruppabili in tre aree:

  1. Aspetti del percorso formativo;
  2. Abilità d’uso di un ambiente on line;
  3. Abilità didattiche in progetti  che utilizzano un ambiente on line

Dai risultati, comprendenti le risposte di 31 insegnanti, emerge il quadro riportato in tabella 1.

Tab 1: Risultati questionario insegnanti

 

Media

Dev standard

Area 1: Aspetti del percorso formativo (D1-D8)

3,7

0,3

Area 2: Abilità d’uso di un ambiente on line (D10-D12)

3,5

0,4

Area 3: Abilità didattiche in progetti  che utilizzano un ambiente on line (D13-D15)

3,0

0,5

N.B E’ stata eliminata la D9, risultata di difficile interpretazione per i partecipanti

Si può evidenziare dai dati come gli insegnanti siano tendenzialmente  molto d’accordo sulla positività degli aspetti del percorso formativo ed abbastanza d’accordo nell’affermare di aver sviluppato   abilità d’uso dell’ambiente on line  ed  abilità didattiche per la gestione di progetti di questo tipo.  Ciò configura quindi un giudizio globalmente positivo ed  indica come area da consolidare per il gruppo in particolare quella relativa alle abilità didattiche nella gestione di questo tipo di progetti.
Anche il questionario rivolto agli studenti  prevedeva 15 items che descrivevano delle strategie di lavoro su cui gli studenti dovevano indicare se effettivamente erano state usate nello svolgimento del progetto e quindi esprimere un giudizio sulla loro utilità su una scala Likert con un range da 1 a 4 (1= per niente utili, 4= molto utili) . Le strategie erano  raggruppabili in tre aree, inerenti tre principi   del modello su cui il progetto è stato costruito: strategie di indagine, strategie di collaborazione, strategie di uso delle nuove tecnologie. Il questionario è stato preliminarmente sottoposto ad analisi mediante Alpha di Cronbach su un campione di 105 soggetti (di cui 43 di scuola elementare, 40 di scuola media e 22 di scuola superiore), che ha confermato il raggruppamento delle strategie proposto (1 a area:  Alpha di Cronbach= 0.52; 2° area: Alpha di Cronbach= 0.64, 3° area: Alpha di Cronbach= 0.78).
I risultati, riguardanti 242 studenti (considerando quelli che al massimo avevano omesso tre risposte) di cui 92 della scuola elementare, 94 della scuola media e 56 della scuola superiore, sono riportati in Tab. 2 e ci mostrano che gli studenti valutano in modo positivo ( 3= abbastanza) l’utilità delle strategie sperimentate.

Tab. 2: Risultati questionario degli studenti

 

Media

Dev standard

Area 1: strategie di indagine

3,2

0,5

Area 2: strategie di collaborazione

3,1

0,5

Area 3: strategie di uso delle nuove tecnologie

3,1

0,6

 

A questi dati di natura quantitativa possiamo aggiungerne altri  di natura qualitativa  risultanti dalle discussioni degli incontri di verifica con gli insegnanti dei  tre gruppi  e dalle riflessioni dello staff del progetto, che  individuano le aree di forza e le aree da migliorare  del progetto  di seguito riportate.

Aree  di forza del progetto

1. Modello teorico di riferimento

Il modello teorico di riferimento (Knowledge Building) presentato fin dall’inizio del progetto, ha chiaramente esplicitato l’obiettivo di costituire una comunità di ricerca tra classi di diverse scuole che lavorassero su un comune problema di indagine: cause e rimedi dell’emergenza acqua. Tale obiettivo sembra essere stato assunto dai partecipanti che hanno condotto una vera è propria attività di indagine collaborativa.

2. Formazione degli  insegnanti

La formazione degli insegnanti si è svolta  in contemporanea al progetto ed è stata integrata con il percorso di ricerca con le classi, pur prevedendo dei momenti formativi opportunamente “dedicati”  (gli incontri in presenza e la fase on line fra il 2° e il 3° incontro). L’approccio formativo utilizzato ha previsto che gli insegnanti  sperimentassero in un contesto di prova l’ambiente e strategie per la comunicazione on line e che gli incontri di formazione prevedessero dei momenti di monitoraggio durante lo svolgimento dell’attività con le classi.

3. Collaborazione fra classi di diversi ordini di scuola 

Gli insegnanti affermano che non sempre sono stati abituati a collaborare con più classi di diversi ordini di scuole. Anche se ciò  è avvenuto in particolare  all’interno  della classe o tra classi dello stesso livello di scuola, nell’ambito del progetto la collaborazione si è estesa  tra classi di scuole di ordine diverso. Tale  attività e’ risultata molto utile e positiva seppur faticosa. Interessante la possibilità di leggere il lavoro degli altri studenti attraverso il webforum. In alcuni casi ciò ha portato anche all’espansione dell’attività oltre l’orario scolastico: alcuni  ragazzi hanno lavorato anche da casa, e si è determinato un clima di “attesa” delle risposte da parte delle classi partner. In un caso la collaborazione ha previsto un incontro finale in presenza degli insegnanti   e degli  studenti del gruppo virtuale  gestito in stile di “convegno”, sui risultati emersi dall’indagine.

4. Approccio di ricerca  integrato con l’uso della tecnologia

L’attività è stata giudicata fruttuosa dagli insegnanti come esperienza laboratoriale, per il metodo scelto: formulazione di ipotesi, ricerca, analisi dei dati, confronto. Positivo l’interesse e la motivazione suscitata per la ricerca on line e per il  lavoro di presentazione degli studenti nel web.

5. Pluralità di strumenti utilizzati per l’indagine

Una volta formulata la propria ipotesi di ricerca le classi hanno costruito strumenti  differenziati per la verifica: questionari per alunni e genitori, esperimenti, visite guidate, interviste ad esperti.
Ciò evidenzia  l’adozione di un autentico approccio di ricerca in cui a seconda della natura dell’ipotesi si è richiesta  la messa a punto di metodi e strumenti  di verifica ad hoc.

6. Pluralità di prodotti finali

I report finali previsti dal progetto hanno assunto forme estremamente differenziate, confermando la flessibilità della struttura di lavoro e permettendo da parte delle classi  una personalizzazione del percorso:  slides con Power Point, opuscoli stampati con un decalogo sull’uso dell’acqua, ipertesti multimediali , report in Word con “acquatest” finali…

7. Diffusione del progetto nel territorio

Il progetto ha avuto delle opportunità  di diffusione nel territorio, attraverso la presentazione nel sito del MIUR nell’ambito della settimana scientifica e tecnologica del 2004 e  al  convegno promosso dall’Università di Macerata sull’E-learning (1-2 aprile 2004). Si è evidenziata la disponibilità di diversi insegnanti a presentare il   percorso svolto a  concorsi per lo studio delle scienze e della fisica e ad alcune mostre organizzate dai comuni sedi delle scuole coinvolte.

Aree da migliorare

1. Tempi del progetto

Il problema:

  • in alcuni casi si segnala che la quantità di ore impiegata per la realizzazione del progetto è stata superiore alle aspettative e alle previsioni fatte. In particolare la fase finale, che  a detta di alcuni insegnanti è risultata al tempo stesso la più impegnativa e motivante, si è svolta in un arco di tempo troppo breve, previsto in quindici giorni di discussione nel webforum.  Alcune scuole superiori hanno avuto difficoltà di tempi per la numerosità delle classi e la mancanza di compresenze.


Proposte di miglioramento:

  • si evidenzia la possibilità di scandire i tempi in maniera diversa: iniziare prima, dare tempi di lavoro più distesi alle classi, prevedere la possibilità di incontrarsi con gli alunni in orario extracurriculare, oppure inserire il progetto Set all'interno della progettazione interdisciplinare della propria scuola, per coinvolgere nel lavoro anche altri insegnanti oltre ai referenti. Quest'ultima proposta sembra utile soprattutto nel caso delle scuole superiori, perché lo svolgimento del progetto da parte dei soli insegnanti di scienze (che vedono la classe per 2 o 3 ore a settimana in tutto) risulta essere problematico per gli studenti e gravoso per  i docenti.

2. Gestione dei materiali  nell'ambiente

Il problema:

  • in alcune situazioni i formati degli allegati o le loro dimensioni non erano "utilizzabili".
  • si  è evidenziata in qualche caso la difficoltà nel mantenere un filo conduttore nella presentazione del materiale. In alcune situazioni  si è rilevato un certo frazionamento dei lavori e la  lettura faticosa nel web forum, soprattutto per i più piccoli.

Proposte di miglioramento:

  • una soluzione possibile a questo problema potrebbe essere rappresentata dall’approfondire la conoscenza  delle "proprietà" dell'ambiente” anche grazie alla fase di progettazione on line e/o dall'imparare ad utilizzare dei programmi di gestioni immagini che consentano la compressione degli allegati più pesanti.
  • Un’altra soluzione praticabile è anche aumentare  la pesantezza dei file che possono essere allegabili nell’ambiente.

Sulla base dell’esperienza realizzata  quest’anno che ha visto in alcuni casi una organizzazione basata su un filo per ogni classe in ogni fase del lavoro ( ad es. filo delle Ipotesi della 2° C) o in altri su un filo per fase di lavoro ( ad es. filo delle ipotesi per tutte le classi)  si possono studiare modalità ulteriori della gestione del webforum che favoriscano l’orientamento dei partecipanti.

3. Gestione dell’interazione comunicativa nel webforum

Il problema: tre ipotesi vengono formulate:

  • il problema di ricerca si è in alcuni casi diversificato tra le classi di uno stesso gruppo virtuale e ciò può non aver favorito il confronto.
  • un  contatto  dal “vivo” per una comunità di ricerca  potrebbe  favorire il confronto nell’interazione virtuale.
  • un linguaggio univoco e comprensibile per tutti potrebbe essere utile soprattutto in alcuni casi in cui  la ricerca specifica dei livelli più alti di scuola non è stata facilmente comprensibile per le classi più piccole.

Proposte di miglioramento:

  • sul primo aspetto può essere opportuno decidere in fase progettuale da parte degli insegnanti gli elementi comuni da mantenere e quelli da differenziare nel corso dell’attività
  • sul secondo punto vanno studiate soluzioni caso per caso esplorando la possibilità di incontri in presenza prima dell’avvio del progetto
  • sul terzo punto una possibile soluzione da esplorare potrebbe essere quella di  differenziare i compiti a seconda dell’ordine di scuola (differenziazione da individuare con gli insegnanti) e di curare il linguaggio del proprio lavoro ponendo attenzione ai destinatari-collaboratori.

4. Numerosità delle classi

Il problema:

  • in alcuni casi (per alcune scuole superiori)  si evidenzia il problema della gestione di classi particolarmente numerose, con conseguente  difficoltà  dei docenti nel  seguire gli studenti, difficoltà a motivarli, difficoltà a promuovere un uso “corretto” (limitati fenomeni di non rispetto della netiquette) o efficace del forum.

Proposte di miglioramento:

  • una soluzione praticata in qualche caso   è stata la creazione di uno staff composto dall’insegnante della disciplina e dall’insegnante esperto di informatica  o di altri colleghi, che hanno collaborato nella gestione dell’attività.
5. Composizione dei gruppi virtuali

Il problema:

  • in alcuni gruppi virtuali, avendo scelto come criteri di composizione di seguire le indicazioni fornite dalle scuole,  è mancato un ordine di scuola. Ciò si è avvertito soprattutto dove si è creato un salto dalle elementari alle superiori.
    Proposte di miglioramento:
    può essere utile  esplorare la possibilità  che ogni gruppo virtuale, se viene confermato il criterio di composizione verticale, abbia presenti tutti gli ordini di scuola o almeno ordini contigui.
6. Ruolo dell’insegnante

Il problema:

  • si è evidenziata la necessità costante della guida e del supporto dell’insegnante per mediare il lavoro degli altri e per stimolare l’attività nel web. Ciò richiede un  lavoro “nascosto”  naturalmente più ampio   di quello visibile.

Proposte di miglioramento:

  • è stata   suggerita da parte di alcuni  insegnanti l’opportunità di  incentivare le ore di lavoro legate al progetto  e di condividere tra più insegnanti della stessa classe la partecipazione alle attività dello stesso.
    E’ stata inoltre sottolineata come  utile ed apprezzabile  una formazione degli insegnanti e degli alunni al lavoro di gruppo, che viene utilizzato all'interno del progetto come una delle modalità di lavoro più frequentemente proposte

7. Disponibilità delle aule di informatica

Il problema:

  • si sono evidenziate in alcuni casi delle  difficoltà nell’utilizzo delle aule di informatica.

Proposte di miglioramento:

  • lo standard di lavoro del progetto richiede un computer con connessione internet per ogni coppia di studenti che partecipa. Occorre verificare preliminarmente da parte di ogni scuola, al momento dell’adesione, che la dotazione tecnologica sia effettivamente disponibile.

Conclusioni

Dai  dati in nostro possesso, il  progetto SeT “Comunità di ricerca on line”  appare aver  efficacemente realizzato l’obiettivo che si era proposto all’inizio del percorso. L’analisi dei risultati  sembra  consentire  di individuare gli elementi di forza  di un modello di organizzazione dell’attività  in grado favorire la costruzione di  una comunità di ricerca collaborativa tra classi di scuole diverse, in cui gli insegnanti ritengono di aver sviluppato competenze specifiche e gli  stessi studenti hanno rilevato l’utilità delle strategie sperimentate; la verifica del progetto ha altresì consentito di individuare le aree di miglioramento per una eventuale riproposizione.

 

Progetto Scienza e Tecnologia piede Macerata 2007

Mappa del sito